The Lycaeum
Piccola guida alla coltivazione
dei funghi sacri - v. 0.2

introduzione



Gli enteogeni, e i funghi psilocibinici in particolare, sono una cosa estremamente seria. Non sono una "droga ricreazionale". Non sono un caleidoscopio da usare per vedere delle immagini piacevoli, non sono adatti per "sballare" o per passare una serata spensierata in compagnia degli amici.

Il viaggio enteogenico è molto difficile da spiegare a chi non l'ha vissuto. E' un'esperienza profonda, ancestrale, sconfinata. Per molte migliaia di anni ha accompagnato la vita dei nostri simili, ed è stato uno degli eventi fondamentali della loro esistenza; ancora oggi, in svariati luoghi del nostro pianeta non ancora dominati dalla "civiltà" occidentale, costituisce per molte popolazioni il cardine della vita spirituale e religiosa.
Paradossalmente, una terminologia piuttosto adatta per descrivere gli enteogeni può essere presa a prestito dai cattolici, che basano il loro rito principale sull'ingestione del "corpo di Cristo", per entrare in uno stato di comunione con dio. I funghi sacri, nei quali i conquistatori cattolici si imbatterono con sgomento durante il genocidio dei popoli centroamericani, erano chiamati dagli Aztechi proprio teonanacatl, e cioè "carne degli dei", perchè avevano il potere di trasportare chi li consumava in un'altra dimensione, a contatto con la divinità. Agli occhi dei mesoamericani, l'ostia del sacramento cattolico imposto dai conquistatori appariva un colossale imbroglio, un sacramento fasullo incapace di produrre alcun effetto...

Dopo la sanguinosa repressione dei culti indigeni operata dai conquistadores, nel mondo occidentale si perse ogni traccia dei funghi sacri fino al 1953, anno in cui un distinto banchiere newyorkese, Robert Gordon Wasson, assieme alla moglie Valentina, medico e studiosa di micologia, intraprese delle ricerche etnobotaniche nelle regioni tropicali montane del sud del Messico, riprendendo gli studi svolti dal botanico Richard E. Schultes e da altri ricercatori sul finire degli anni '30, e interrotti dall'avvento della seconda guerra mondiale.

Nello sperduto villaggio di Huautla de Jimenez. il 29 giugno 1955 R. Gordon Wasson fu il primo occidentale a a prendere parte ad una cerimonia sacra a base di funghi psilocibinici, sotto la guida della curandera mazateca Maria Sabina. Grazie all'opera di sciamani/guaritori che ne avavano tramandato il segreto di generazione in generazione, riuscendo a sfuggire alle persecuzioni religiose, nelle zone meno accessibili del Messico il culto dei funghi sacri era sopravissuto per oltre quattro secoli dalla conquista. L'identificazione del funghi utilizzati da Maria Sabina, ad opera del micologo francese Roger Heim, e del principio attivo in essi contenuto, isolato da Albert Hoffman, aprì la strada allo studio su scala mondiale dei funghi psilocibinici. Si scoprì che sono diffusi in tutto il mondo, e che anche nel nostro continente e nel nostro paese vi sono cospicue tracce del loro uso preistorico. Una specie molto potente del genere psilocybe, la psilocybe semilanceata, cresce abbondantemente nel periodo autunnale anche nei pascoli alpini ed appenninici della nostra penisola.

Per iniziare ad approfondire questi argomenti, consigliamo vivamente la lettura di uno dei pochi testi disponibili in italiano, l'ormai mitico Funghetti di Silvio Pagani (pp. 36, lire 4000, edito da Nautilus, Torino, 1993). Accanto a nozioni storiche e e botaniche, in questo aureo libretto troverete molti spunti illuminanti sul significato dell'esperienza enteogenica ed alcune preziose indicazioni pratiche. Un'altra lettura consigliata è invece disponibile sulla rete: si tratta della Psilocybe Mushrooms Faq (in inglese, ma ansiosa di trovare un valente traduttore che la renda accessibile anche chi tra i nostri connazionali non conosce la lingua di Albione...)


Le immagini di questa pagina riproducono due miniature di un codice azteco
e sono tratte dal n. 2 di Altrove, annuario della SISSC