MDMA e leggende metropolitane --- Circolano sull’E. svariate dicerie, abbiamo diseguito raccolto le quattro principali.

  1. L’MDMA riduce il fluido spinale, danneggia la spina dorsale causando paralisi. FALSO
    Questa voce pare derivare dal fatto che negli anni passati sono stati condotti esperimenti su umani attraverso il prelievo del midollo spinale.

  2. L’MDMA contribuisce a processi di decalcificazione ossea. FALSO
    Questa voce appare come una distorsione della precedente, derivando probabilmente dalla stessa causa.

  3. L’MDMA può creare danni cerebrali simili al morbo di Parkinson. FALSO
    L’MDMA non causa il morbo di Parkinson; la voce pare iniziare da una probabile confusione tra MDMA e MTPT (1 metil 4fenil 1,2,3,6 tetraidropiridina).L’MTPT può essere considerato come il risultato di una cattiva sintesi di oppiaceo sintetico, e ha causato in America negli 80 numerose lesioni cerebrali e altri danni permanenti, ma non presenta nessuna affinità con l’MDMA ne’ molecolare , nè per effetti.

  4. L’uso eccessivo del MDMA può portare a danni alla retina e alla vista. FALSO
    Lo dicevano una volta anche della masturbazione. L’uso eccessivo di MDMA può produrre sì danni, ma non certo di questo tipo.


MDMA e le sue sorelle --- Esistono svariate sostanze psicoattive che presentano affinità con l’MDMA. Di seguito le più comuni:

MDA (3,4 metilendioxiamfetamina)
Molto diffusa negli anni 70 e conosciuta come "droga dell’amore" (altro nomignolo ereditato poi dall’MDMA). Molto simile all’E. come effetti, leggermente più stimolante.
Da circa 30 anni di studi sulla sostanza emerge una neurotossicità doppia rispetto ai valori del MDMA, anche se bisogna precisare che i soggetti esaminati non hanno dimostrato gravi e negative modificazioni comportamentali o psicologiche.

MDE o MDEA (N etil-metilendiossiamfetamina)
Comunumente nota come "Eva". Molto simile per effetti all’MDMA anche se viene perlopiù riscontrato un effetto molto più individuale meno sociale, meno comunicativo della sostanza.
Non esistono studi seri sulla sostanza.

MMDA (3 Metossi 4,5 metilendiossiamfetamina)
Sintetizzata da Alexander e Ann Shulgin all’inizio degli anni 80. Spesso confusa con la sorella più famosa. Pare essere meno tossica dell’MDMA e generare allucinazioni ad occhi chiusi e sogni in stato di coscienza

MDBD (N-metil-1-(3,4 benzodioxol-5-yl-)-2- butanamine-)
Differisce dalla struttura dell’MDMA solo per l’aggiunta di un carbonio nella catena del MDMA.
Gli effetti sono molto simili.


Alcuni spunti di riflessione
Come abbiamo visto la famiglia delle metamfetamine è molto grossa e sorelle nuove nascono di continuo. Molti laboratori clandestini alterano di continuo le strutture delle sostanze per ottenere composti che possona aggirare le tabelle di sostanze illegali decise dai governi e godere di una temporanea "immunità" per la circolazione sul mercato.
Si ricorda a tal proposito che nel primo grande caso di sequestro di MDMA in Italia (1988, Aeroporto Marco Polo Venezia, 3000 compresse) i carabinieri dovettero restituire le pastiglie al "legittimo" proprietario. L’anno successivo l’MDMA verrà incluso nelle sostanze proibite dalla legge.
Anche se questa sfida chimica può sembrare interessante e divertente, vorremmo rammentarvi che ogni composto può presentare comunque specifiche neurotossicità ed effetti secondari e che la velocità con cui queste nuove sostanze vengono immesse sul mercato non ne permette uno studio ed una conoscenza adeguata. E’ necessario avere la consapevolezza di essere in questo senso tutti delle "cavie" ; comportarsi di conseguenza è il minimo.


Ringraziamenti --- Molte persone hanno contribuito in giro per la rete e il mondo alla stesura di questo documento; in particolare vorremmo ringraziare:

  • David Honig, e-mail: honig@ics.uci.edu, coordinatore della prima protoguida all’uso del MDMA
  • Lamont Granquist, e-mail: lamont@hyperreal.com,
  • Robert Jesse, MAPS Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies
  • SAPT Società Svizzera per la psicolisi, Livello 57, Pile, A. Shulgin, Hyperreal.com, tutto il popolo dell’E.


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