Uno degli effetti primari dell’E. è appunto quello di far sentire il consumatore sicuro, in pace con il mondo, piacevolmente riconciliato con le cose esattamente così come sono, e comunque saranno.
E tutto ciò può considerevolmente diminuire la nostra facoltà di giudizio obiettivo sulle cose. Alcuni esempi:
- può diventare facile il desiderare di protrarre il piacere attraverso l’assunzione ripetuta e massiccia di MDMA o di altre droghe, andando parecchio oltre i limiti che non superereste normalmente.
- diventa molto più facile la possibilità di avere rapporti sessuali non protetti. E’ facile dimenticare... se non addirittura arrivare a pensare che il piacere valga il rischio di qualsiasi virus.
- Se non si dispone di una guida è possibile crearsela mentalmente, createvi un alterego che controlla le azioni che state compiendo, è uno stratagemma che in molti casi funziona.
- Un altro grosso rischio è quello dell’assenza o dell’attenuarsi del dolore durante le esperienze (analgesia chimica o psichica). Ciò in relazione all’energia e alla forza prodotta dall’MDMA può rendere possibili danni legati ad azioni come arrampicarsi, fare stupidi esperimenti di sopportazione del dolore etc. etc.
- Non vi renderete conto dei danni fintantoché l’effetto dell’E. non si sarà attenuato.
Neurotossicità
Uno degli effetti neurotossici principali attribuiti all’MDMA è l’abbassamento dei livelli serotoninici. Uno studio sull’argomento (Peroutka) ha dimostrato che in questo senso non esistono collegamenti precisi, ma almeno altre due ricerche (Ricaurte) hanno riscontrato una diminuzione notevole dei livelli dei metabolici serotoninici. Tali osservazioni sono state condotte attraverso la comparazione di un gruppo di soggetti che non hanno mai assunto MDMA con un gruppo che lo ha assunto con una certa frequenza, si è così riscontrata una sensibile diminuzione dei livelli serotoninici per il 30% dei consumatori, la media di assunzione era di circa 75 esperienze con l’MDMA.
(Va comunque sottolineato che il campione di soggetti apparteneva ad una fascia di utenza di tipo psichiatrico, che quindi assumeva anche altre sostanze, il campione non va pertanto considerato come rappresentativo).
Cosa può significare tutto questo per il semplice consumatore?
L’ aneddotica e la letteratura medica hanno dimostrato che questo tipo di complicazioni riguarda solo una percentuale abbastanza bassa di consumatori. Alcuni soggetti riferiscono di depressioni sopraggiunte dopo la consumazione, in casi rari con pulsioni suicide o auto/eteroaggressive.
Sapendo che uno degli effetti secondari principali di molti psicofarmaci antidepressivi (MAO inibitori, SSR inibitori) è l’aumento dei livelli serotoninici, un collegamento tra l’uso dell’ MDMA e l’induzione della depressione non appare molto credibile. Fattori psicologici - la tristezza del ritorno alla quotidianità dopo l’estasi- possono contribuire all’arrivo della depressione. Nella maggior parte dei casi comunque i consumatori riferiscono di sensazioni opposte: un permanere dello stato di benessere e di serenità nei giorni successivi all’assunzione.
Per comprendere meglio perché i livelli del sistema serotoninico possono essere così soggettivi consigliamo la lettura di : "La pillola della felicità" di Peter D. Kramer ,Edizioni Sansoni,1994. Lo studio riguarda il Prozac ma può risultare interessante e utile comunque la lettura.
Vi è poi tutta una serie di studi che evidenzia che l’uso ripetuto e frequente dell’MDMA può causare una perdita parziale dei neuroni serotonergici. Queste ricerche sono state condotte su animali in laboratorio. Meno certo è invece il fatto se la perdita sia permanente, temporanea o comunque importante.
Uno studio effettuato su ratti ha dimostrato che nell’arco di un anno i livelli si sono ristabiliti per il 100% dei soggetti.
In un altro studio (Ricaurte) condotto su primati non-umani per osservare le alterazioni neuromorfologiche si è riscontrato che dopo circa 8 assunzioni di mdma a 2,5 mg /per kg. non si notano alterazioni. Ma dopo un’unica somministrazione di 5mg. /per kg. si evidenzia una riduzione nella serotonina e nel suo metabolita 5-HIAA soltanto nel talamo e nell’ipotalamo. Si è osservata anche una ricrescita nel tempo (anche se i valori non si sono mai ristabiliti) e inoltre la comparsa di altri tipi di neuroni nelle aree a livelli serotonici ridotti.
Va sottolineato che comunque anche nelle cavie con i livelli serotoninici più ridotti (fino a riduzioni del 90% rispetto ai valori originari) non si sono riscontrate in nessun caso anomalie comportamentali.
E’ comunque dubbio che dati estrapolati da analisi su animali possano adattarsi all’uomo, il cervello umano può essere più o meno sensibile, o in aree e modi differenti da quello animale.
Ciò che comunque appare come certo è che non esistano connessioni tra l’alterazione del comportamento e l’abbassamento del livello serotoninico. Ed inoltre la lunga aneddotica di casi pare documentare trasformazioni più in senso positivo del comportamento e della relazione -controllo dell’impulsività e dell’ostilità, facilità nella gestione delle relazioni personali, evoluzioni e modificazioni profonde in senso interiore.
Una delle ragioni principali per cui si ha così poco materiale riguardo alla permanenza dell’MDMA a livello neurale e che non esiste una "Storia del uso dell’MDMA" è che non ci sono persone disposte a donare il proprio cervello per analisi post-mortem. Se vorrete considerare questa ipotesi richiedete informazioni a: 1-800-UM-BRAIN. USA
Le ricerche su umani sono comunque rare e sporadiche, sia volontari che donatori sono necessari.
Un’ottima fonte d’informazione in tal senso è la "MAPS" Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies. 1801 Tippah Ave., Charlotte, NC 28205. tel. 001-704 358-9830.
e mail: sylviamaps@aol.com.
Sistema Immunitario
Alcuni consumatori riferiscono di un apparente calo nella resistenza alle malattie, soprattutto nei casi di uso assiduo. Ciò pare comunque più correlato all’eccesso e al tipo di attività che la droga induce - ballare per ore lasciandosi poi asciugare il sudore addosso, stare a stretto contatto con persone che possono essere influenzate o raffreddate, mangiare poco e male, etc. etc.
Misure Preventive
La misura fondamentale è mantenersi continuamente idratati. Bere acqua di frequente e soprattutto se si è fisicamente attivi. Fate attenzione che sotto E. il tempo passa molto in fretta e potete anche trascorrere periodi troppo lunghi senza bere: è quindi utile ancora una volta nominare una guida il cui scopo e ricordare agli amici di bere.
Per coloro che sono preoccupati dagli abbassamenti dei livelli serotoninici e del calo dei neuroni serotonergici, alcune ricerche evidenziano che le alterazioni possono essere sensibilmente ridotte dall’uso di antiossidanti.
Un altra scuola suggerisce invece l’utilizzo di fluoxentina (Prozac) 6-8 ore dopo l’assunzione dell’E.
Comunque di seguito pubblichiamo un cocktail suggerito da Bryan Leibovitz della MAPS come misura preventiva generale per gli scompensi indotti dall’ MDMA:
5 mg di B-carotene, 100 mg. di Coeinzime q10, 2-4 g. di acido ascorbico, 1 g. di L-carnitina,2 g. di n-acetilcistine (NAC) , 2 g. de Selenio e 1 ,000 IU di vitamina E.
Se non ve la sentita di metterla insieme, tutta questa roba anche presa separatamente potrà aiutare, anche solo l’acido ascorbico-vitamina C o il selenio.
Bere latte può avere un influsso molto benefico sul fegato e i reni, come mangiare uva meglio senza buccia; per quanto riguardo i succhi di frutta il migliore per il consumatore è quello di ananas, un ottimo disintossicante renale naturale. Ricordatevi di mangiare abbondantemente prima di affrontare un’esperienza e di sentirvi risposati, e cercate di pisciare dopo e durante quanto possibile: vi libererete di parecchie schifezze. Nei giorni successivi alimentatevi bene cercando di favorire alimenti ipercalorici come cioccolata (o nutella la vera passione del popolo dell’estasi, fino a diventare oggetto di studio), frutta secca, etc.. Mangiate molta verdura e frutta.
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